Mostra Scatole: disegni a china tra i container

Domenica 29 gennaio alle 17 inaugura in Darsena Pop Up la mostra Scatole, disegni a china di Nicola Montalbini. Artista ravennate, ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

L’esposizione sarà visibile fino al 5 marzo 2017.

Orari di visita: lun-ven orari  pranzo e cena, sab-dom 9-21;  in concomitanza con l’apertua dell’area Darsena Pop Up.

Così Paola Babini, docente all’Accademia di Belle Arti, descrive l’artista:

Giovane e brillante studente del mio corso all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Nicola Montalbini risultò da subito una rivelazione, ogni volta che si presentava era una scoperta, il suo era già un macrocosmo dove la vita è completamente dominata dal lavoro creativo. Quella stessa creatività che ancora oggi fa parte del suo sguardo, del suo modo di pensare, che gli serve per capire la realtà, per crescere e poter rimanere libero da contaminazioni. Si perché l’arte per Nicola è un mezzo indispensabile, è un linguaggio sublimato e sublimante che gli permette di intravedere stati di coscienza differenti e forse superiori.

Le sue sottili percezioni fanno si che lo spazio venga inteso come ambiente mutevole e multiforme, quasi come fosse illusione anche ciò che vede, facendo emergere la straordinaria qualità del tratto e soprattutto dell’invenzione dell’immagine. E’ soprattutto nel disegno, che il segno veicolo di contenuto si carica di significato facendosi struttura narrativa. Riconosco in Nicola una grazia ed una leggerezza che ad un’occhiata superficiale potrebbero confondere lo spettatore. Le sue sono creature che colgono l’esistenza di un’altra dimensione del reale, il suo vero segreto è osservare con attenzione la realtà, la sua dote è riuscire ad attivare quel famoso sesto senso che, pur se sopito dal rumore assordante del mondo, ancora in parte possediamo.

E’con una certa curiosità che Nicola rimanda a Domenico Gnoli, rielaborando allo stesso modo tagli del tutto originali e caratteristici, una particolare percezione del mondo per frammenti, uno sguardo altro che non fa che confermare la presenza costante di un immaginario fotografico connaturato al meccanismo di una visione permeata da approfonditi studi della cultura classica. Penna o pennello, il mistero rimane quello della mano, dietro cui non si riesce a capire esattamente cosa ci sia. Il suo è un vero e proprio virtuosismo dove la dinamica di sviluppo di queste forme si incorpora nei ritmi di un gesto e di un respiro, si sedimenta in una scia di ere liquefatte, di attimi cristallizzati. L’opera di Nicola Montalbini si ricollega ad un immaginario presente e futuro sempre in bilico tra due mondi: quello culturale e quello espressivo.