Arezzo Wave Love Festival: ecco chi sono i finalisti

La finale regionale dell’Arezzo Wave arriva in Darsena Pop Up venerdì 5 maggio. A partire dalle 20.00 si contenderanno il titolo di Best Arezzo Wave Band Emilia Romagna 2017:

Giulio Cantore & Almadira
Montauk
Moro & the Silent Revolution
Well in Case

Dalle 18.00 Aperitivo e dj-set a cura di Madesi (Area51 – Radio Città del Capo)

GIULIO CANTORE & ALMADIRA
Giulio Cantore, classe 1984, è cantautore, chitarrista e liutaio. Vive a Meldola (FC), circondato dalla campagna romagnola, ma le sue origini sono emiliane e pugliesi. Fin da piccolo desidera diventare un musicista: negli anni colleziona passioni come quella per il blues, il funk, il reggae e, in un secondo momento, la world musica, in particolare Enrique Morente, Arto Tuncboyacian e Ben Harper.
Dal 2006 al 2008 frequenta la Scuola di Liuteria del Centopievese e impara a giuliocantoremodellare il legno, per costruire strumenti a pizzico. In quegli anni, si avvicina alla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli e riprende contatto con la musica tradizionale pugliese, che fa parte della sua storia familiare. Compone e incide “L’anca uscita dal somaro”, con gli Ossanema, e inizia a suonare con il gruppo di musica popolare Bevano est.
Nel 2008 raggiunge alcuni amici in Andalusia e frequenta, per intere giornate, le botteghe dei maestri liutai. Vede il suo primo concerto di flamenco e se ne innamora. Il progetto “Giulio Cantore & Almadira” nasce il giorno del suo matrimonio: suona, con due amici, brani scritti di suo pugno.
Almadira, in dialetto riminese, sta ad indicare la linea di detriti che si forma sulla battigia al ritirarsi della marea ( conchiglie, legni, plastiche, alghe…): il progetto parla di una musicalità in divenire, di culture antiche le cui parti, spezzate dal tempo, sono capaci di ricomporsi in nuove forme, acquisendo nuovi significati.
Giulio ha suonato con gli Ossanema, i Bevano est, gli Spartiti per Scutari, i Siman tov, la compagnia di flamenco di Mahou de Castilla e Diana Gonzales. Oggi porta in Italia le sue canzoni, trasponendo in musica e parole una cultura fatta di piccoli vissuti e oggetti quotidiani. Unisce, al cantautorato, il flamenco e i ritmi africani: in mano, una chitarra realizzata con le sue mani.

MONTAUK
I Montauk sono Maurizio Cavaliere – Vincenzo Gramegna – Emanuela Piras – Leonardo Albanese
“Montauk è la spiaggia in cui Joel Barish e Clementine Kruczynski s’incontrano per la prima volta nel film Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Montauk è il luogo degli esperimenti sulla mentemountak
umana del Montauk Project. Montauk è una leggenda urbana o semplicemente un mare di cazzate. Una attraente sceneggiata. Montauk esiste e non esiste è come lì fuori. Un’illusione data
da un grattacielo vista dalle finestre di uno squallido condominio“
I Montauk sono nati 2.0, online, sugli annunci di bakeca.it.
Io, Vincenzo messo un annuncio per ricominciare a suonare dopo che la band si era sciolta dopo il primo disco per motivi di lavoro.Volevo trasformare poesie http://poesia.blog.rainews.it/2011/01/opere-inedite-vincenzo-gramegna/ e spoken words in
canzoni vere e proprie dopo averle pubblicate sulle antologie di Coop for words per 3 anni consecutivi
Non che non bastassero le parole da sole, quelle parole erano già nate come canzoni ma ci è voluto del tempo per trovare i compagni di viaggio giusti.
Nel 2015 abbiamo lavorato al nuovo album che è uscito per Labellascheggia il 27 Gennaio 2017.

MORO & THE SILENT REVOLUTION
moro & silent revolutionMoro & the Silent Revolution si sono formati nel 2010 per dare corpo alle canzoni di Massimiliano Morini. Il loro folk-pop angloamericano è arrivato su BBC6, Rai Radio1, Radio2, Radio3 e Radio24, e ha fatto da sigla e colonna sonora al programma televisivo Orto e mezzo (Laeffe). I loro brani strumentali, oltre che in Orto e mezzo, hanno partecipato Voi siete qui (Radio24), Una vita e Pascal (Rai Radio2). Il video di una loro canzone, Love & Understanding (2012), è stato postato sul sito del New Musical Express. Dal vivo, Moro & the Silent Revolution hanno suonato a Rai Radio 2 (Canicola), Radio Città del Capo, in festival nazionali come Area 51 Summer Festival, Meeting People Is Easy, Strade Blu e Nell’Arena delle Balle di Paglia, e in locali storici come Calamita, Covo, Sidro e Hana-bi. Il loro terzo album in studio, Home Pastorals (Gamma Pop/Warner, 2014) è stato recensito su Fatto Quotidiano, XL Repubblica, Il Manifesto e sul sito di Fresh on the Net (BBC), oltre che su blog francesi, inglesi, irlandesi, americani e indiani. Eddy Cilìa lo ha scelto fra i suoi tre album “italiani” del 2014. Cilìa e Carlo Bordone, in un’intervista doppia concessa in occasione di un premio assegnato loro al Mei, hanno entrambi citato Moro & the Silent Revolution fra i loro gruppi preferiti del panorama indipendente italiano. Tom Robinson ha scritto sul sito della BBC che “il Moro merita un posto nel pantheon dei cantautori inglesi eccentrici”. Nella primavera del 2015, Moro & the Silent Revolution hanno pubblicato l’album di cover anni Ottanta Folk the Eighties, in download gratuito per una settimana sulla homepage di Sentireascoltare. A inizio 2017 è uscito il quarto album di inediti, High & Slow. Il video del primo singolo, “Homegrown”, è stato presentato sulla pagina degli spettacoli di Repubblica.it.
Oltre che nei concerti dal vivo, Moro & the Silent Revolution si sono esibiti in spettacoli musical-teatrali (Di’, questi anni Ottanta? 2014; Record, 2015) e in sonorizzazioni live di film muti (The Kid e City Lights di Chaplin).

WELL IN CASEwell-in-case_orig
Trio italiano di musica elettroacustica composto dal chitarrista Davide Benincaso, il tastierista Filippo Bubbico e il batterista Vincenzo Messina. In repertorio brani originali tra sonorità funk, jazz, rock, elettronica, frutto del lavoro di composizione e arrangiamento collettivo.
Nel 2016 l’esordio discografico con l’omonimo Ep “Well in case” pubblicato dall’etichetta discografica Workin’ Label contenente 5 brani originali di loro composizione.